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Esplosione


Eurocemis esegue valutazioni del rischio ESPLOSIONE ( Atex ).

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Si elencano solo alcune tipologie di aziende / ambienti / apparecchiature per cui Eurocemis ha svolto la valutazione del rischio esplosione :

 

 

- Impianti di depurazione                        - Impianti di cogenerazione                        - Aziende produttrici di stoviglie in plastica

 

- Impianti di Anodizzazione                     - Impianti di Elettrocolorazione                    - Falegnamerie

 

- Generatori di gas ossidrico ( gas ottenuto mediante elettrolisi dell' acqua demineralizzata )

 

- Impianti di depurazione, anche con linee di produzione e stoccaggio biogas              - Verniciatura elettrostatica a polvere

 

- Impianti di decompressione gas metano ( cabine di 1° e 2° salto )                           - Silos farina pastifici e biscottifici

 

- Aree di ricarica carrelli elevatori ( muletti )                                                            - Silos falegnamerie

 

- Cabine e impianti di verniciatura          - Depositi interrati GPL                                - Depositi fuori terra GPL

 

- Impianti di distribuzione GPL                - Produzione di poliuretano ( presenza di ciclopentano - isopentano )

 

- Stazioni di servizio carburanti ( distributori )

 

- Levigatura fibra di carbonio ( reparto manutenzione elicotteri , industrie canne da pesca , ecc.)

 

 

 

                                               

                                                            

                                    cabina decompressione gas primo salto              punto di arrivo del gas ad alta pressione (50 bar)

 

 

 

Di seguito si riporta il quadro legislativo e normativo e il significato / definizione di alcuni termini che si incontrano quando si affronta l' argomento del rischio esplosione ( Atex ) .

 

QUADRO LEGISLATIVO DI RIFERIMENTO

Legislazione

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 – TITOLO XI – Protezione da atmosfere esplosive .

  • D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 - Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 , in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro .

  • Commissione delle Comunità Europee ; COM(2003) 515 definitivo del 25/08/2003Comunicazione della commissione relativa alla Guida di buone prassi a carattere non vincolante per l' attuazione della direttiva 1999/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive ”.

     

Norme tecniche

    Principali norme tecniche utilizzate per la classificazione delle aree:

    per presenza gas :

  • EN 60079-10-1 ( CEI 31-87 ): Atmosfere esplosive - Parte 10-1: classificazione dei luoghi . Atmosfere esplosive per la presenza di gas .

  • CEI 31-35 : Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 ( CEI 31-30 ) - Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili .

  • CEI 31-35/A : Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas . Guida all’applicazione della norma CEI EN 60079-10 ( CEI 31-30 ) - Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas , vapori o nebbie infiammabili : esempi di applicazione .

  • CEI 31-35/A ; V1 : Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas . Guida all’ applicazione della norma CEI EN 60079-10 ( CEI 31-30 ) - Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas , vapori o nebbie infiammabili : esempi di applicazione .

 

 

    per presenza polveri:
  • EN 60079-10-2 ( CEI 31-88 ) : Atmosfere esplosive - Parte 10-2 : classificazione dei luoghi . Atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili .

  • CEI 31-56 : Costruzioni per atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili – Guida all’ applicazione della Norma CEI EN 61241-10 ( CEI 31-66 ).

  • CEI 31-93 : Impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di polveri combustibili , già utilizzati prima del 30 giugno 2003 . Verifica del rispetto delle prescrizioni minime stabilite dal D.Lgs. 9 aprile 2008 , n. 81, titolo XI , come integrato e modificato dal D.Lgs. 106/09 , per i diversi tipi di zone .

 

 

 

    Principali norme tecniche utilizzate per la valutazione rischio esplosione:

  • EN 1127-1 : Atmosfere esplosive , prevenzione dell' esplosione e protezione contro l' esplosione - Parte 1 : regole fondamentali e metodologie .

  

    Principali norme utilizzate come riferimento dell’evoluzione della tecnica per la valutazione delle apparecchiature:

 

  • EN 60079-0 ( CEI 31-70 ): Atmosfere esplosive - Parte 0 : Apparecchiature - prescrizioni generali .

  • EN 60079-14 ( CEI 31-33 ): Atmosfere esplosive - Parte 14 : progettazione , scelta e installazione degli impianti elettrici .

  • EN 60079-17 ( CEI 31-34 ): Atmosfere esplosive - Parte 17 : Verifica e manutenzione degli impianti elettrici .

  • EN 13463-1 : Apparecchi non elettrici destinati ad essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive - Parte1 : metodo di base e requisiti .

  • CEI R044-001 : Sicurezza del macchinario - Guida e raccomandazioni per evitare i pericoli dovuti all' elettricità statica .

 

DEFINIZIONI

  • Area non esposta al rischio di esplosione ( Direttiva 1999/92/CE ): un' area in cui non è da prevedere il formarsi di un' atmosfera esplosiva in quantità tale da richiedere particolari provvedimenti di protezione è da considerare area non esposta al rischio di esplosione .

  • Aree a rischio di esplosione ( Direttiva 1999/92/CE ): le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da richiedere l' attuazione di misure di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori interessati vengono definite " zone a rischio di esplosione ".

  • Atmosfera esplosiva ( Direttiva 1999/92/CE ): una miscela con l' aria , a condizioni atmosferiche , di sostanze infiammabili allo stato di gas , vapori , nebbie o polveri in cui , dopo accensione , la combustione si propaga all' insieme della miscela incombusta .

  • Atmosfera esplosiva ( Direttiva 94/9/CE ): la miscela , in condizioni atmosferiche , di aria con sostanze infiammabili allo stato di gas , vapori , nebbie o polveri nella quale , dopo l' innesco , la combustione si propaga all' insieme della miscela non bruciata .

  • Atmosfera potenzialmente esplosiva ( Direttiva 94/9/CE ): l' atmosfera suscettibile di trasformarsi in atmosfera esplosiva a causa delle condizioni locali ed operative .

  • Atmosfera esplosiva pericolosa ( Guida Europea COM (2003) 515 ): atmosfera esplosiva presente in quantità pericolose .

  • Quantità pericolose ( Direttiva 1999/92/CE ): atmosfera esplosiva in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori o di terzi . Un’ atmosfera esplosiva di oltre dieci litri presente in quantità costante in spazi chiusi va di norma considerata pericolosa , indipendentemente dalla grandezza degli ambienti .

  • Classificazione in zone ( Direttiva 1999/92/CE ): le aree a rischio di esplosione sono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive .

  • Fonte di ignizione ( Guida Europea COM (2003) 515 ): una fonte di ignizione trasmette una determinata quantità di energia a una miscela esplosiva in grado di diffondere l' ignizione in tale miscela .

  • Fonti di ignizione efficaci ( Guida Europea COM (2003) 515 ): l' efficacia delle sorgenti di accensione è spesso sottovalutata o ignorata . La loro efficacia , ovvero la loro capacità di infiammare atmosfere esplosive , dipende , tra l'altro, dall' energia delle fonti di accensione e dalle proprietà delle atmosfere esplosive . In condizioni diverse da quelle atmosferiche cambiano anche i parametri di infiammabilità delle atmosfere esplosive : ad es., l' energia minima di accensione delle miscele a elevato tenore di ossigeno si riduce di decine di volte .

  • Apparecchio ( Direttiva 94/9/CE ): per " apparecchi " si intendono le macchine , i materiali , i dispositivi fissi o mobili , gli organi di comando , la strumentazione e i sistemi di rilevazione e di prevenzione che, da soli o combinati , sono destinati alla produzione , al trasporto , al deposito , alla misurazione , alla regolazione e alla conversione di energia e/o alla trasformazione di materiale e che, per via delle potenziali sorgenti di innesco che sono loro proprie, rischiano di provocare un' esplosione .

  • Materiale infiammabile (sostanza infiammabile) ( EN 60079-10-1 Art. 3.20 ): sostanza di per sé infiammabile , o in grado di produrre un gas , un vapore o una nebbia infiammabili .

  • Liquido infiammabile ( EN 60079-10-1 Art. 3.21): liquido in grado di produrre vapore infiammabile in una qualsiasi condizione operativa prevedibile .

  • Gas o vapore infiammabile ( EN 60079-10-1 Art. 3.22 ): gas o vapore che, se miscelato con l’ aria in determinate proporzioni , origina un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas .

  • Nebbia infiammabile ( EN 60079-10-1 Art. 3.23 ): goccioline di liquido infiammabile , disperse in aria , in modo da formare un’ atmosfera Esplosiva .

  • Sorgente di emissione ( EN 60079-10-1 Art. 3.9 ): un punto o parte da cui può essere emesso nell’ atmosfera un gas , un vapore , una nebbia o un liquido con modalità tale da originare un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas .

  • Atmosfera esplosiva per la presenza di gas ( EN 60079-10-1 Art. 3.2 ): miscela con aria , in condizioni atmosferiche , di sostanze infiammabili sotto forma di gas o vapori , la quale, dopo l’ accensione , permette l’ auto sostentamento della propagazione delle fiamme .

  • Luogo pericoloso ( EN 60079-10-1 Art. 3.3 ): luogo pericoloso (in relazione alle atmosfere esplosive per la presenza di gas ). Luogo in cui è o può essere presente un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas , in quantità tale da richiedere provvedimenti particolari per la realizzazione, l’ installazione e l’ impiego delle apparecchiature .

  • Luogo non pericoloso ( EN 60079-10-1 Art. 3.4 ): luogo in cui non si prevede la presenza di un' atmosfera esplosiva per la presenza di gas , in quantità tale da richiedere provvedimenti particolari per la realizzazione, l' installazione e l' impiego delle apparecchiature .

  • Zone ( EN 60079-10-1 Art. 3.5 ): in relazione alla frequenza di formazione ed alla permanenza di un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas , i luoghi pericolosi sono classificati nelle seguenti zone.

  • Zona 0 ( EN 60079-10-1 Art. 3.6 ): luogo in cui un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas è presente continuamente o per lunghi periodi o frequentemente .

  • Zona 1 ( EN 60079-10-1 Art. 3.7 ): luogo in cui un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas è probabile sia presente occasionalmente durante il funzionamento normale .

  • Zona 2 ( EN 60079-10-1 Art. 3.8 ): luogo in cui un’ atmosfera esplosiva per la presenza di gas non è probabile sia presente durante il funzionamento normale ma, se ciò avviene, è possibile persista solo per brevi periodi .

  • Gradi di emissione ( EN 60079-10-1 Art. 3.10 ): sono stabiliti tre gradi di emissione , qui di seguito elencati in ordine decrescente di frequenza e di probabilità di presenza di atmosfera esplosiva per la presenza di gas :

    a) grado continuo ;

    b) grado primo ;

    c) grado secondo .

    Una sorgente di emissione può dar luogo ad uno di questi tre gradi di emissione o ad una loro combinazione .

  • Emissione di grado continuo ( EN 60079-10-1 Art. 3.11 ): emissione continua oppure che può avvenire frequentemente o per lunghi periodi .

  • Emissione di primo grado ( EN 60079-10-1 Art. 3.12 ): emissione che può essere prevista avvenire periodicamente oppure occasionalmente durante il funzionamento normale .

  • Emissione di secondo grado ( EN 60079-10-1 Art. 3.13 ): emissione che non è prevista avvenire nel funzionamento normale e, se essa avviene, è possibile solo poco frequentemente e per brevi periodi .

  • Funzionamento normale ( EN 60079-10-1 Art. 3.15 ): situazione in cui l’ apparecchiatura funziona entro le grandezze caratteristiche di progetto .

  • Ventilazione ( EN 60079-10-1 Art. 3.16 ): movimento dell' aria e suo ricambio con aria fresca causati dall' effetto del vento , da gradienti di temperatura , o da mezzi artificiali ( esempio: ventilatori o estrattori ).

  • Temperature di infiammabilità ( EN 60079-10-1 Art. 3.24 ): la più bassa temperatura di un liquido alla quale, in condizioni specifiche normalizzate , il liquido emette vapori in quantità sufficiente a formare con l’ aria una miscela in grado di accendersi.

  • Temperatura di accensione di un’ atmosfera esplosiva ( EN 60079-10-1 Art. 3.27 ): minima temperatura di una superficie riscaldata alla quale, in condizioni specificate in accordo alla IEC 60070-4 , avviene l’ accensione di una sostanza infiammabile allo stato di gas o vapore in miscela con aria .

  • Polvere ( EN 60079-10-2 Art. 3.4 ): termine generico che include, sia la polvere combustibile , sia le particelle solide combustibili .

  • Atmosfera esplosiva da polvere ( EN 60079-10-2 Art. 3.6 ): miscela con l’ aria, in condizioni atmosferiche , di sostanze infiammabili sotto forma di polvere , o particelle solide nella quale, dopo l’ accensione, essa permette l’ autosostentamento della propagazione delle fiamme .

  • Polvere combustibile ( EN 60079-10-2 Art. 3.5 ): particelle solide finemente suddivise , di dimensioni nominali uguali o inferiori a 500 μm , che possono essere sospese nell’ aria , possono depositarsi nell’ atmosfera a causa del peso proprio , possono bruciare o divenire incandescenti e possono formare miscele esplosive con l’ aria a pressione atmosferica e temperature normali .

  • Particelle solide combustibili ( EN 60079-10-2 Art. 3.9 ): particelle solide , comprese le fibre , di dimensioni nominali superiori a 500 μm , che possono essere sospese nell’ aria , possono depositarsi nell’ atmosfera a causa del peso proprio , possono bruciare o divenire incandescenti e possono formare miscele esplosive con l’ aria a pressione atmosferica e temperature normali .

  • Luogo pericoloso (da polvere) ( EN 60079-10-2 Art. 3.10 ): luogo nel quale è presente polvere combustibile sotto forma di una nube , oppure può essere previsto che sia presente , in quantità tali da richiedere precauzioni speciali per la costruzione , l’ installazione e l’ impiego degli apparecchi .

  • Luogo non pericoloso (da polvere) ( EN 60079-10-2 Art. 3.11 ): un’ area nella quale polvere combustibile sotto forma di una nube non è previsto sia presente in quantità tali da richiedere precauzioni speciali per la costruzione , l’ installazione e l’ impiego degli apparecchi .

  • Contenimento della polvere ( EN 60079-10-2 Art. 3.12 ): involucro di un apparecchio di processo previsto per trattare , processare , trasportare o contenere materiali , al suo interno , che impedisce l’ emissione di polvere combustibile nell’ atmosfera circostante .

  • Sorgente di Emissione della polvere ( EN 60079-10-2 Art. 3.13 ): punto o parte dal quale polvere combustibile può essere rilasciata nell’ atmosfera .

  • Emissione di grado continuo ( EN 60079-10-2 Art. 3.14 ): emissione continua oppure che può avvenire frequentemente o per lunghi periodi .

  • Emissione di grado primo ( EN 60079-10-2 Art. 3.15 ): emissione che può essere prevista avvenire periodicamente oppure occasionalmente durante il funzionamento normale .

  • Emissione di grado secondo ( EN 60079-10-2 Art. 3.16 ): emissione che non è prevista avvenire nel funzionamento normale e, se essa avviene, è possibile solo poco frequentemente e per brevi periodi .

  • Zone ( EN 60079-10-2 Art. 6.2 ): gli strati , i depositi e i cumuli di polvere devono essere considerati come “ qualsiasi altra sorgente ” che può formare un’ atmosfera esplosiva da polvere .

         Zona 20 : un luogo nel quale un’ atmosfera esplosiva da polvere , sotto forma di una nube di polvere in aria , è presente

                        continuamente , o per lunghi periodi o frequentemente .

        Zona 21 : un luogo nel quale un’ atmosfera esplosiva di polvere , sotto forma di una nube di polvere in aria , è probabile si

                       presenti occasionalmente nel funzionamento normale .

        Zona 22 : un luogo nel quale un’ atmosfera esplosiva da polvere , sotto forma di una nube di polvere in aria , non è probabile si

                       presenti nel funzionamento normale ma, se essa si presenta, persisterà solamente per un breve periodo .

  • Funzionamento normale ( EN 60079-10-2 Art. 3.18 ): funzionamento di un’ apparecchiatura conforme elettricamente e meccanicamente alle sue specifiche di progetto , ed utilizzata entro i limiti specificati dal fabbricante .

  • Funzionamento anormale ( EN 60079-10-2 Art. 3.19 ): malfunzionamenti correlati al processo che si verificano poco frequentemente .

  • Temperatura di accensione di uno strato di polvere ( EN 60079-10-2 Art. 3.21 ): la più bassa temperatura di una superficie calda alla quale si verifica l’ accensione in uno strato di polvere di spessore specificato su una superficie calda .

  • Temperatura di accensione di una nube di polvere ( EN 60079-10-2 Art. 3.22 ): la più bassa temperatura di una parete calda interna ad un forno alla quale si verifica l’ accensione in una nube di polvere nell’ aria contenuta al suo interno .

  • Livelli di mantenimento della pulizia ( EN 60079-10-2 Allegato C - § C.2 ): la sola frequenza della pulizia non è sufficiente per decidere se uno strato contiene polvere a sufficienza per controllare tali rischi . La portata di deposito della polvere determina effetti differenti , per esempio, un’ emissione di secondo grado con un elevata portata di deposito può creare uno strato pericoloso molto più rapidamente di un’ emissione di primo grado con una portata di deposito inferiore . Sono importanti , sia la frequenza della pulizia , sia l’ efficacia della pulizia stessa .

    Quindi, la presenza e la durata di uno strato di polvere dipendono:

    dal grado di emissione della sorgente della polvere ;

    -  dalla portata alla quale la polvere si deposita ;

    dall’ efficacia del mantenimento della pulizia ( pulitura ).

 

 

 

 

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